FareAmbiente: «Grave l’esclusione dalla deroga europea sugli steroli dell’olio EVO coratina»

«Penalizza i produttori italiani e rappresenta una disparità di trattamento. Necessario un intervento immediato del Governo»

mercoledì 4 novembre 2026 6.47
«È una notizia che desta forte preoccupazione per il futuro della filiera olivicola italiana e, in particolare, per i produttori di olio extravergine di oliva ottenuto dalla varietà Coratina. Proprio mentre le prospettive della prossima campagna olivicola delineano uno scenario già complesso, anche a causa della flessione delle quotazioni dell'olio, arriva dall'Unione Europea una decisione che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà commerciali di uno dei prodotti più rappresentativi dell'olivicoltura nazionale. Con il Regolamento europeo 2026/2358 del 21 agosto 2026, la Commissione europea ha infatti previsto specifiche deroghe al limite minimo di 1.000 mg/kg per il contenuto di steroli totali, portandolo a 800 mg/kg per gli oli ottenuti dalle varietà di olive Koroneiki e Nocellara del Belice. Una possibilità che, tuttavia, non è stata riconosciuta alla varietà Coratina, nonostante il percorso di confronto e l'accordo maturato in sede di Consiglio Oleicolo Internazionale (COI). Una mancata inclusione che solleva interrogativi e suscita perplessità, soprattutto se si considera il valore qualitativo, produttivo e commerciale dell'olio extravergine di oliva Coratina, caratterizzato da un elevato contenuto di composti fenolici e da specifiche peculiarità nella composizione sterolica, oltre che da un profilo organolettico distintivo, con le sue note di fruttato, amaro e piccante», sottolinea il responsabile Dipartimento Agricoltura di FareAmbiente, il Per. Agr. Dott. Benedetto Miscioscia.

«La mancata deroga rischia di trasformarsi in una penalizzazione concreta per l'intera filiera. Non si tratta soltanto di una questione di parametri analitici, ma di un problema che investe la possibilità di valorizzare e identificare commercialmente la Coratina come olio extravergine monovarietale di qualità, riconoscendone le caratteristiche naturali e distintive. Il contenuto totale di steroli rappresenta, infatti, uno dei parametri chimici previsti dalla normativa per la valutazione dell'autenticità e della purezza dell'olio di oliva. Escludere la Coratina dalla possibilità di beneficiare della deroga significa, di fatto, esporre i produttori al rischio che un olio autentico, espressione delle caratteristiche genetiche e varietali dell'oliva utilizzata, possa essere considerato non conforme alla normativa europea. Il paradosso è evidente: allo stato attuale, un olio extravergine di oliva Coratina con un contenuto di steroli totali compreso tra 800 e 1.000 mg/kg potrebbe risultare non conforme ai requisiti europei, pur rientrando nei parametri previsti dalla normativa internazionale del Consiglio Oleicolo Internazionale, come evidenziato anche nell'articolo pubblicato da Teatro Naturale lunedì 2 novembre scorso. Una contraddizione normativa che rischia di penalizzare proprio quei produttori che hanno investito nella qualità, nella tipicità e nell'identità territoriale del proprio prodotto. La questione assume una rilevanza ancora maggiore se si considera che l'oliva Coratina o a "racioppa", rappresenta una delle varietà olivicole più importanti del panorama italiano, sia per diffusione e quantità prodotte sia per le sue riconosciute caratteristiche qualitative. Un'eccellenza che, come più volte sottolineato dal professor Maurizio Servili, costituisce un riferimento nel panorama degli oli extravergini italiani e che riteniamo non abbia nulla da invidiare, sotto il profilo qualitativo, agli oli ottenuti dalle varietà greche Koroneiki e siciliane Nocellara del Belice. Risulta pertanto difficile comprendere le ragioni di questa esclusione, soprattutto alla luce della decisione adottata dalla 123ª Sessione plenaria del Consiglio Oleicolo Internazionale. La mancata inclusione della Coratina nell'articolo 8 bis relativo all'etichettatura e nel corrispondente allegato I sostituito, determina una situazione di evidente disparità di trattamento, con potenziali ripercussioni sulla competitività commerciale dei nostri produttori».

«Chi si assume la responsabilità di una scelta che rischia di penalizzare un'intera filiera produttiva? E soprattutto, quali sono le ragioni per cui una varietà di riconosciuto pregio come l'oliva di Coratina, il cui olio viene frequentemente ricercato anche per la sua capacità di caratterizzare e arricchire altri oli attraverso gli impieghi in miscelazione, non dovrebbe beneficiare delle medesime condizioni riconosciute ad altre varietà? Sono interrogativi ai quali occorre dare risposte chiare, senza alimentare contrapposizioni tra territori e produzioni, ma rivendicando il principio di equità normativa e il riconoscimento delle specifiche peculiarità varietali. Questa situazione richiede una ferma e tempestiva presa di posizione da parte delle organizzazioni di rappresentanza del settore olivicolo e oleario, ma soprattutto un intervento autorevole del Governo italiano, affinché vengano tutelate le ragioni dei produttori e venga richiesto alle competenti istituzioni europee un riesame della disposizione, coerente con gli orientamenti e le decisioni assunte in sede internazionale.
FareAmbiente esprime la propria piena solidarietà ai produttori di olio extravergine di oliva Coratina, ribadendo la necessità di salvaguardare e valorizzare una produzione di eccellenza che rappresenta non soltanto un patrimonio economico e commerciale, ma anche un elemento fondamentale dell'identità agricola, ambientale e culturale dei nostri territori. La qualità dell'olio extravergine di oliva Coratina non si esaurisce nel solo contenuto di steroli o di polifenoli, ma si esprime attraverso un insieme di caratteristiche analitiche, nutrizionali e organolettiche che ne definiscono l'identità e ne attestano il valore. Un patrimonio che deve essere riconosciuto e adeguatamente tutelato, anche nell'interesse dei consumatori, sempre più attenti all'autenticità, alla provenienza, alla qualità e alle caratteristiche salutistiche degli oli extravergini di oliva. In questo contesto, la valorizzazione degli oli monovarietali assume un'importanza strategica anche per contrastare l'omologazione delle produzioni e favorire una maggiore trasparenza del mercato, distinguendo gli oli di specifica origine varietale dalle miscele commerciali. L'Italia può contare su un patrimonio olivicolo straordinario, rappresentato da circa 500 varietà di olive, una biodiversità che costituisce un valore aggiunto unico e un elemento di differenziazione rispetto agli altri Paesi produttori. Salvaguardare questo patrimonio significa difendere il lavoro degli olivicoltori, sostenere le economie locali, promuovere la sostenibilità delle produzioni "monovarietali" e garantire ai consumatori prodotti autentici, riconoscibili e di elevata qualità. "Non possiamo permettere che una disparità di trattamento normativa comprometta il percorso di valorizzazione di una delle più importanti espressioni dell'olivicoltura italiana". È il momento di agire. FareAmbiente sollecita pertanto le istituzioni nazionali e le rappresentanze del comparto a promuovere ogni iniziativa utile affinché anche l'olio extravergine di oliva Coratina possa ottenere il "meritato" riconoscimento della deroga prevista per le altre varietà, nel rispetto delle sue caratteristiche naturali e dei criteri scientifici internazionalmente riconosciuti La tutela dell'olio extravergine di oliva Coratina non è soltanto una battaglia dei suoi produttori: è una battaglia per la qualità, la biodiversità, la trasparenza del mercato e la competitività dell'intero comparto olivicolo italiano» così conclude il responsabile del Dipartimento Agricoltura di FareAmbiente, il Per. Agr. Dott. Benedetto Miscioscia.