Don Riccardo Agresti con il progetto "Senza Sbarre" ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club Bisceglie

"Quando il futuro entra in una sala"

domenica 20 settembre 2026 12.06
Ci sono momenti in cui una sala non è semplicemente una sala.
È il luogo in cui si incontrano storie, speranze, attese. È il luogo in cui qualcuno saluta un pezzo della propria vita e, quasi senza accorgersene, comincia a guardare verso ciò che ancora non conosce. È quello che è accaduto alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club Bisceglie, svoltasi venerdì sera presso l'hotel Salsello, cui hanno preso parte autorità locali e rotariane, in primis il Sindaco Angelantonio Angarano.

A riempire la serata non sono stati soltanto i giovani neodiplomati, le loro famiglie, i rappresentanti delle istituzioni e del mondo della scuola. A riempirla sono stati soprattutto i sogni.
Sogni diversi, naturalmente. Qualcuno già chiarissimo, altri ancora tutti da scoprire. Ma tutti accomunati da quella meravigliosa inquietudine che appartiene a chi ha davanti una strada ancora tutta da percorrere.
Per una sera, quei ragazzi sono stati chiamati a fermarsi.
A guardare indietro, verso gli anni della scuola, verso le persone che li hanno accompagnati, verso i sacrifici, le conquiste, le amicizie e le difficoltà.
E poi a guardare avanti.
Perché il diploma non è un punto di arrivo. È una soglia.
Da una parte c'è ciò che si è stati. Dall'altra ciò che si può diventare.
Il tema della serata, "Il passato ci insegna, il futuro ci appartiene", ha trovato così la sua dimensione più autentica: non uno slogan, ma una domanda rivolta a ciascuno dei ragazzi.

Che cosa farete di ciò che avete imparato?
La testimonianza di don Riccardo Agresti, con la sua esperienza umana e con il progetto diocesano "Senza Sbarre", voluto fortemente dal vescovo diocesano Mons. Luigi Mansi, ha dato a quella domanda una profondità particolare.
Perché parlare di futuro significa anche parlare di seconde possibilità. Significa ricordare che nessuna storia è necessariamente già scritta, che gli errori non devono diventare condanne definitive e che, talvolta, proprio dalle esperienze più difficili possono nascere percorsi nuovi.
Le sue parole hanno incontrato i ragazzi non come una lezione, ma come una testimonianza.
Ed è forse proprio questo che ha reso speciale la serata.
Non si è parlato semplicemente ai giovani.
Si è parlato con i giovani.
Ci si è incontrati sul terreno delle domande, delle esperienze, delle emozioni. Si è provato, insieme, a immaginare un domani nel quale ciascuno possa trovare il proprio posto e, soprattutto, possa sentire di avere qualcosa da offrire agli altri.

La Presidente del Rotary Club Bisceglie, Antonella Lafranceschina, ha voluto fortemente che questa Festa della Scuola fosse anche questo: un momento nel quale una comunità si stringe attorno ai suoi ragazzi e dice loro, con semplicità e convinzione, "abbiamo fiducia in voi".
Ed è una delle cose più importanti che si possano dire a chi sta per cominciare.
Perché i giovani hanno bisogno di opportunità, ma prima ancora hanno bisogno di qualcuno che creda nelle loro possibilità.
Hanno bisogno di essere ascoltati.
Di essere incoraggiati.
Di poter sbagliare senza sentirsi perduti.
Di incontrare adulti capaci non soltanto di indicare una strada, ma anche di camminare accanto a loro per un tratto.

La XXV Festa della Scuola ha voluto essere proprio questo: un ponte tra generazioni.
Un ponte tra chi ha già percorso molte strade e chi deve ancora scegliere la propria.
E forse, alla fine della serata, il regalo più bello non è stato quello che i ragazzi hanno ricevuto.
È stato ciò che hanno lasciato.
I loro sorrisi. Le loro emozioni. La loro energia. Quella straordinaria sensazione che, dietro ogni volto giovane, ci sia una storia ancora tutta da scrivere.
Quando le luci si sono spente, dunque, non è finito tutto.
Perché il futuro non si accende sotto i riflettori.
Il futuro comincia il giorno dopo.
Comincia quando un ragazzo decide di provarci. Quando sceglie di non arrendersi. Quando trasforma un sogno in un progetto. Quando comprende che il proprio talento non è soltanto qualcosa da realizzare per sé, ma anche un dono da mettere a disposizione della comunità.

E allora questa Festa della Scuola non è stata soltanto una celebrazione. È stata una consegna.
Una generazione ha consegnato ai giovani la propria esperienza.
E i giovani, con i loro sogni, hanno ricordato a tutti noi che vale ancora la pena guardare avanti.
Il passato ci insegna.
Il futuro ci appartiene.
Ma il domani comincia da ciò che scegliamo di fare oggi.
E quella sera, a Bisceglie, il futuro aveva il volto dei nostri ragazzi.
Don Riccardo Agresti ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club
Don Riccardo Agresti ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club
Don Riccardo Agresti ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club
Don Riccardo Agresti ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club
Don Riccardo Agresti ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club
Don Riccardo Agresti ospite d'onore alla XXV Festa della Scuola del Rotary Club
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