Disastro ferroviario, Cassazione: definitive le condanne per capostazione e capotreno e assoluzione ex dirigenti
I giudici della Suprema Corte hanno confermato la sentenza della Corte di Appello di Bari
mercoledì 7 ottobre 2026
17.41
La IV Sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 7 ottobre la sentenza della Corte di Appello di Bari del settembre 2025 che ha condannato a sei anni e tre mesi di reclusione il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a sei anni e nove mesi Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato. Diventano così definitive le due condanne per lo scontro dei treni tra Andria e Corato avvenuto sulla tratta delle Ferrotramviaria del luglio 2016, uno dei più disastri ferroviari più sanguinosi della storia nazionale, con 23 morti e 58 feriti.
Diventano quindi definitive anche le assoluzioni per gli ex dirigenti di Ferrotramviaria, Massimo Nitti e Michele Ronchi, e per la stessa società, nei cui confronti invece la procura generale di Bari aveva presentato ricorso e per i quali oggi il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Ferdinando Lignola aveva chiesto un processo di Appello bis.
''Sono scandalizzato che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti vadano a ricadere solo su un capotreno e un capostazione senza considerare la gestione della sicurezza'', ha detto questa mattina il Procuratore generale, nella sua requisitoria sollecitando l'annullamento con rinvio della sentenza e la conferma delle condanne per il capostazione e il capotreno. Ma i giudici hanno però confermato la sentenza della Corte di Appello del capoluogo barese.
Ricordiamo che dopo il tremendo disastro, la circolazione sulla tratta fu bloccata ed è ripresa solo il 3 aprile 2023. I binari ora sono due e sono dotati di moderni sistemi di sicurezza automatizzati. Il 12 luglio scorso, in occasione del decennale della strage, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è stato ad Andria per una cerimonia durante la quale ha incontrato e portato conforto ai parenti delle vittime.
"E' inimmaginabile quello che è accaduto", ha detto il presidente al governatore pugliese, Antonio Decaro, e alla sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ai quali ha espresso "solidarietà e vicinanza".
Diventano quindi definitive anche le assoluzioni per gli ex dirigenti di Ferrotramviaria, Massimo Nitti e Michele Ronchi, e per la stessa società, nei cui confronti invece la procura generale di Bari aveva presentato ricorso e per i quali oggi il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Ferdinando Lignola aveva chiesto un processo di Appello bis.
''Sono scandalizzato che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti vadano a ricadere solo su un capotreno e un capostazione senza considerare la gestione della sicurezza'', ha detto questa mattina il Procuratore generale, nella sua requisitoria sollecitando l'annullamento con rinvio della sentenza e la conferma delle condanne per il capostazione e il capotreno. Ma i giudici hanno però confermato la sentenza della Corte di Appello del capoluogo barese.
Ricordiamo che dopo il tremendo disastro, la circolazione sulla tratta fu bloccata ed è ripresa solo il 3 aprile 2023. I binari ora sono due e sono dotati di moderni sistemi di sicurezza automatizzati. Il 12 luglio scorso, in occasione del decennale della strage, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è stato ad Andria per una cerimonia durante la quale ha incontrato e portato conforto ai parenti delle vittime.
"E' inimmaginabile quello che è accaduto", ha detto il presidente al governatore pugliese, Antonio Decaro, e alla sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ai quali ha espresso "solidarietà e vicinanza".